Capannoni, bar, campanili e pedali

Capannoni e capannoni. Solitamente sono questi gli elementi di sfondo nella scenografia che ospita gli episodi della saga delle corse in circuito su strada di ciclismo amatoriale. Capannoni, bar e campanili. Dimenticavo di dire che siamo in Veneto, forse lo avevate già intuito. D’altra parte dopo il leone di San Marco, siamo fieri possessori di altre tre identità: Capannoni, Spritz e Madonne, adorate o “tirate” a seconda delle circostanze.

Tombelle di Vigonovo, a due passi da Padova, ma già in provincia di Venezia. D’ora in poi dovrei usare le “i” al posto delle “e”, ma questi sono dettagli locali; continuerò con le “e”.

Trenta chilometri da casa, metro più, metro meno, sono un’ottima distanza per abbandonare il solito giro collinare per un’entusiasmante piattume fino a Padova lungo la ciclabile sull’argine del canale Battaglia. Da Padova, verso est, sottopassando la circonvallazione, l’autostrada, una prima zona industriale, una periferia o forse un centro, un campanile e finalmente l’immancabile Arco gonfiabile che fa tanto evento sportivo 2.0. Se ci pensate da un pò di anni è tutto gonfiabile: bambole, tende, stand, giochi, compleanni e anche gli arrivi. L’arco gonfiabile e il suo ronzio, hanno da tempo sostituito l’estetico furgone cassonato con gru che veniva estesa di traverso per appendervi lo striscione “ARRIVO”, felicemente offerto dall’impresa edile Gino Ruspa. Per esser precisi il furgone vive ancora, magari un pò più moderno, ma sempre con il cassone.

Una moderna biga, un trono, un palchetto d’onore imperiale, regno di elette figure che ne vivono i tre metri quadri. Fanno coppia fissa, amanti appassionati, stagionati, che ad ogni gara in calendario lasciano la famiglia per vivere l’amore per il ciclismo. Il giudice, una sorta di notaio inflessibile, tipo il notaio del gioco dei fagioli di Raffaella Carrà. Possiede una vista infallibile che gli permette di leggere tutti i pettorali spillati permanentemente sulla schiena dei caccia. Lato sinistro! guai a chi sbaglia. La posizione del cassonato determina quale fianco verrà bucato dalle spillette.

Lo speaker è il vero régulateur della corsa, regista, comandante del ponte della porta aerei. Regola i decolli e gli arrivi in quella striscia d’asfalto dove sfrecciano gli amatori. Fa mantenere l’ordine, sgombera il ponte di lancio, decreta vincitori e vinti. Cronaca secca, tagliente nell’annunciare i gruppetti in fuga.

Domenica mattina e le campane suonano, come i fischietti con i gillet fluorescenti. Come facciano a tenere a bada gli autisti bloccati per il transito dei “dopati” rimarrà per sempre un mistero. Ma il fischio è senza appello; è un fischio con incorporata una Madonna tirata.

L’altra partita si gioca in bar. Bar sempre scuri, perchè alla domenica mattina le luci si lasciano spente. Bar sempre senza brioches, perchè miga me spetavo cussì tanta gente. Bar sede di ritrovo dell’associazione organizzatrice, bar vicino al capannone, sotto il campanile. Bar delle ombre che si trasformano in efficientissimi uffici di collocamento. E’ il centro di calcolo in grado di elaborare nominativi e categorie come fosse un Gloria al Padre. Paghi, lasci la tessera, ritiri il dorsale e corri. Stop. Non ci sono Navigator che aiutano sprovveduti ciclisti, perchè non ci sono sprovveduti ciclisti. Partecipai solo una volta a questo tipo di corse, lasciamo perdere come andò a finire, ma mi son sempre chiesto come possa esserci qualche novizio in questo circo. Si perchè il concetto di circo si addice alla perfezione. Come c’è il circo bianco, e di altre discipline, esiste senza dubbio il circo del ciclismo amatoriale. La carovana si sposta di settimana in settimana. I ruoli sono stabiliti, non vi sono sorprese. Il vincente, il dominatore, quello con classe, quello che “come falo a rivar?”, quello sempre a ruota, quello che non vince mai. Ognuno partecipa sperando di far il balzo nella casta superiore. Ognuno torna a casa fiero della media supersonica con una sua corsa da raccontare al bar sotto il campanile o vicino al capannone.  

Poi c’è la corsa, i ciclisti, ma ci sarà modo…

E poi torni di corsa a casa che a pranzo sei dalla sorella e incroci Davide che sta andando in Cina in Tandem…