L’ultimo periodo è stato decisamente intenso, tanti impegni, troppi e la mente sempre occupata a pensare, a sperare, a trovare soluzioni e nuove proposte.

Mi sono imbarcato in un progetto che fino ad ora mi ha regalato molte emozioni, ma allo stesso tempo mi ha mentalmente prosciugato.

Per non parlare della follia ciclistica che tra poco più di un mese mi vedrà al via, mentre all’arrivo non sono ancora sicuro di arrivarci, ma questo è un dettaglio.

Scrivo ascoltando l’ultimo singolo di John Mayer, classe 77 come me, l’anno dei migliori!

Mi serviva uno stimolo nuovo, come la canzone che si intitola “New Light”, per riprendere virtualmente la penna in mano e questo stimolo si è materializzato nella notte tra sabato e domenica 20 maggio nel mezzo delle colline romagnole.

Avevo appena scritto un messaggio a Giorgio per dirgli che quasi sicuramente sarei andato a pedalare, sempre di notte, alla sua “Invincibili”, che mi arriva un messaggio sul gruppo “zuppa di gulasch”: “andiamo a fare la nove colli by night?”. Due secondi per pensarci ed è scattata la risposta automatica: “SI”.

L’idea di pedalare di notte mi mette sempre sull’attenti, ma in questo periodo è sempre un’ottima soluzione per far chilometri e allo stesso tempo mi permette di non sottrarre tempo alla famiglia. Se poi si pedala con amici che hai voglia di rivedere, tanto meglio!

Messaggio di un arrivederci a Giorgio e via per Cesenatico.

Come sempre la mia fase di preparazione è caotica e stranamente non ho dimenticato nulla a casa, né per la mia notturna, né per il soggiorno riccionese degli altri 3/4 della famiglia.

Super piada con alici marinate, cipolla, rucola con patate fritte casarecce e una birretta come pranzo pre 200km mi sembrava la cosa giusta da fare e così è stato.

Arrivo a Cesenatico per ritrovarmi al via con gli amici Roberta e Raffaele. Non li vedevo dalla Edelweiss, splendidi 400km del Giorgio sopra citato. E’ bastato un saluto e un “baxeto” per riprendere la confidenza nata lungo quelle trenta ore di pedalata a cavallo di Italia, Austria e Svizzera. Amici da una vita, persone squisite con le quali si pedala in sintonia: una goduria!

Partiamo e il primo pezzo non è proprio un granché, ma appena passata Cesena si inizia ad immergersi nel verde romagnolo; iniziano i NOVE COLLI.

Non avevo studiato il percorso, sapevo che erano nove con il famoso Barbotto. Avevo dato una sbirciata alle pendenze e alle lunghezze delle salite, ma poco mi importava. L’obiettivo erano quei 200km per 3800 metri di dislivello, punto e basta.

Bertinoro, Polenta che inganna con una pendenza media infingarda.

Il tramonto va in scena offrendo uno spettacolo superbo con lo sguardo sempre rivolto alla nostra destra per farsi baciare dal sole che si sta nascondendo dietro i profili delle colline romagnole.

Pieve di Rivoschio, secondo colle. Sofferenza, qui ho patito. Il mal di schiena è tornato, tornato alla grande. Ho rallentato, ascoltato il dolore, meditato di girare per il corto, stretto i denti, controllato il contachilometri per scoprire quanto mancava alla fine della salita, mi son dato del matto, dell’inutile a imbarcarmi in certe avventure, ho guardato le lucciole, il faro dritto davanti a me, la curva successiva, ascoltato l’uccello che mi salutava e alla fine ho scollinato.

Settanta chilometri nelle gambe, quanti normalmente ne faccio in allenamento. E’ la distanza alla quale inizio a carburare e il Ciola arriva al momento giusto per capire se ci sono o ci faccio.

Ciola fatto! Su di sella e via.

Ormai il buio è padrone e ci aspetta il Barbotto con la sua aurea di Barbotto, appunto.

All’imbocco della salita un ristoro improvvisato da un bar locale che offre te, è l’occasione per un caffè! Vai con il Barbotto, preso con calma, perché è il barbotto, appunto il Barbotto.

Bè tutto qui il Barbotto? Ultimo km duro, ma fatto su di sella spingendo in bello stile.

Da un pò di chilometri abbiamo iniziato a salutare i folli della versione running. Stesso chilometraggio, stesso dislivello, ma fatto correndo a piedi! E’ divertente scambiarci gli incoraggiamenti.

La schiena si è messa “in bolla” e si va con la Roby e il Raffa sempre al mio fianco.

In salita andiamo spediti, tant’è che spesso superiamo altri randagi, poi però, respiriamo nei falsopiani e stiamo sempre attenti a ricoprirci prima della discesa.

Tiffi, Perticara, Monte Pugliano…

La luce inizia a cambiare e volgendo lo sguardo verso la riviera romagnola si intravede l’albeggiamento. Questo è il momento che preferisco. Il ritorno del sole che riscalda e ridà energie. La notte è passata liscia senza colpi di sonno o malanni vari e ora ho proprio voglia di pedalare e di passare questi ultimi due colli che ci riporteranno verso il mare.

Passo delle siepi, il più facile, pedalabile, fatto in scioltezza.

E’ il preludio verso il Gorolo, parente stretto del Barbotto con un ultimo tratto al 17% prima del tuffo verso Cesenatico. Controllo a sorpresa, ultime due chiacchiere con gli splendidi organizzatori e via verso il timbro finale.

Fatta, sono felice, siamo felici!

Un altro piccolo passo verso la Trans Dolomitics Way. Un mattone in più nelle gambe che dovranno spingere, ma soprattutto nella mia testa. Di sicuro non pedalerò di notte, alla TDW la notte mi servirà per riposare e recuperare. Cercherò di viaggiare il più leggero possibile, dall’alba al tramonto!

Sarà da vivere salita per salita, come questa Nove colli, un colle dopo l’altro!